Sicurezza IT

SETTEMBRE 2026

Crittografia e fiducia digitale: perché la strong encryption è diventata un’infrastruttura critica

La crittografia è uno degli elementi su cui si basa l’intera economia digitale. Dalle comunicazioni aziendali ai servizi cloud, dalle identità digitali alle infrastrutture critiche, la sicurezza delle informazioni dipende dalla capacità di garantire autenticità, integrità e riservatezza dei dati.

Negli ultimi mesi il dibattito internazionale sul tema si è intensificato, anche alla luce di proposte normative e regolatorie che riguardano l’utilizzo della crittografia nei servizi digitali. Parallelamente, studi e analisi di settore evidenziano come l’indebolimento dei meccanismi crittografici possa rappresentare un rischio sistemico non solo per la cybersecurity, ma anche per la fiducia nell’ecosistema digitale.

Tra questi contributi, il report Encryption at Risk pubblicato da i2Coalition richiama l’attenzione sul ruolo strategico della strong encryption come elemento essenziale per la resilienza digitale di imprese, cittadini e Pubbliche Amministrazioni.

La crittografia è un’infrastruttura della fiducia digitale

Per molti anni la crittografia è stata considerata principalmente uno strumento tecnico per la protezione dei dati. Oggi il suo ruolo è molto più ampio.

Protocolli sicuri, certificati digitali e sistemi di autenticazione affidabili costituiscono la base operativa di numerosi servizi e infrastrutture, tra cui:

  • servizi cloud;
  • piattaforme finanziarie;
  • identità digitali;
  • comunicazioni aziendali;
  • sistemi industriali e IoT;
  • infrastrutture critiche nazionali.

In questo contesto, la fiducia digitale non dipende soltanto dalla presenza di una connessione cifrata, ma dalla possibilità di verificare in modo affidabile l’identità dei soggetti coinvolti, l’autenticità delle comunicazioni e l’integrità delle informazioni scambiate.

Per questo motivo, certificati digitali, PKI (Public Key Infrastructure) e servizi fiduciari stanno assumendo un ruolo sempre più strategico all’interno delle organizzazioni, contribuendo alla sicurezza, alla governance e alla continuità operativa dei servizi digitali.

Il valore crescente delle infrastrutture di trust europee

L’evoluzione del quadro normativo europeo, dal Regolamento eIDAS 2 alla Direttiva NIS2 fino al Regolamento DORA, sta accelerando ulteriormente questa trasformazione.

Sempre più organizzazioni devono poter contare su:

  • servizi fiduciari conformi agli standard europei;
  • infrastrutture crittografiche affidabili;
  • gestione centralizzata dei certificati digitali;
  • controllo del ciclo di vita delle identità digitali e delle machine identity.

In questo scenario assumono un ruolo centrale le Certification Authority, come Actalis, e i prestatori di servizi fiduciari europei, chiamati a garantire:

  • conformità ai requisiti normativi applicabili;
  • elevati standard di sicurezza;
  • trasparenza dei processi;
  • continuità operativa.

Parallelamente, il tema della sovranità digitale sta acquisendo crescente rilevanza per aziende e Pubbliche Amministrazioni che operano in contesti regolamentati o gestiscono servizi critici.

Dalla protezione dei siti web alla gestione della fiducia digitale

Negli ultimi anni il mercato dei certificati digitali ha vissuto una significativa evoluzione.

La diffusione di ambienti cloud, architetture distribuite, API, dispositivi IoT e comunicazioni machine-to-machine richiede oggi un approccio più strutturato alla gestione delle identità digitali e dei certificati.

Temi come:

  • Certificate Lifecycle Management (CLM);
  • automazione del ciclo di vita dei certificati;
  • mutual TLS (mTLS);
  • PKI private;
  • workload identity;
  • protezione delle infrastrutture OT e IoT;

stanno assumendo un’importanza crescente per garantire continuità operativa, sicurezza e resilienza informatica.

Non a caso, molte delle normative europee più recenti in materia di cybersecurity richiedono l’adozione di misure basate su autenticazione forte, cifratura e gestione sicura delle identità digitali.

Fiducia digitale e resilienza: una sfida strategica per le organizzazioni

La sfida non riguarda soltanto la protezione dei dati, ma la capacità di costruire ecosistemi digitali affidabili e sostenibili nel tempo.

In un contesto caratterizzato da:

  • aumento delle minacce informatiche;
  • ampliamento delle superfici di attacco;
  • diffusione di soluzioni basate sull’intelligenza artificiale;
  • crescente interconnessione tra sistemi e servizi;

la fiducia digitale rappresenta un elemento abilitante per l’innovazione e la competitività.

Investire in infrastrutture crittografiche robuste, servizi fiduciari e gestione sicura delle identità digitali significa rafforzare la capacità dell’organizzazione di proteggere processi, servizi e relazioni digitali lungo tutta la catena del valore.

Il ruolo di Actalis

Da oltre vent’anni Actalis supporta imprese, service provider e istituzioni nella protezione delle comunicazioni digitali attraverso certificati digitali, servizi fiduciari e soluzioni per la gestione delle identità digitali.

In qualità di Certification Authority europea e membro del CA/Browser Forum, Actalis investe nello sviluppo di soluzioni dedicate a:

  • sicurezza delle comunicazioni digitali;
  • gestione del ciclo di vita dei certificati;
  • identità digitali;
  • infrastrutture PKI;
  • compliance e governance;
  • digital trust.

In uno scenario in cui la crittografia assume un ruolo sempre più centrale per la resilienza digitale, costruire e mantenere la fiducia rappresenta un fattore essenziale per sviluppare servizi digitali sicuri, interoperabili e sostenibili nel lungo periodo.

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Scopri come certificati digitali, PKI e servizi fiduciari possono supportare la protezione delle comunicazioni, la gestione delle identità digitali e la resilienza dei servizi della tua organizzazione.

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Nota editoriale

Le considerazioni riportate in questo articolo si basano su analisi e trend condivisi a livello internazionale nel settore della cybersecurity e del digital trust, inclusi contributi pubblicati da organizzazioni di settore come i2Coalition.

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